Yuneec Tornado H920

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Yuneec Tornado H920

L’ultima creazione della nota casa cinese Yuneec è Il Tornado H920. Si tratta di una piattaforma professionale multirotore (esacottero) per la fotografia e le riprese video in volo. La configurazione di questa macchina e le sue caratteristiche innovative offrono la possibilità di effettuare fotografie e filmati professionali di altissimo livello e per una grande varietà di utilizzi.

Moltissimi utenti di droni non ne sono a conoscenza ma la Yuneec può contare su quasi 20 anni di esperienza nello sviluppo e produzione di modelli RC e pure di collaborazioni nella progettazione di velivoli reali, quindi gli ingegneri cinesi sono in grado di garantire, nella loro gamma professionale, tempi di volo molto estesi, ottima operatività e affidabilità totale sino a pochi anni fa totalmente sconosciute nel campo della ripresa aerea di video e di fotografia.

ANALISI:

Le più rimarchevoli novità di questa versione Plus rispetto al precedente Tornado risiedono principalmente nel nuovo radiocomando e nelle nuove e migliorate modalità di volo disponibili. Ora è possibile programmare anche i waypoint basati su Google Maps o Amal.

La programmazione è progettata per essere il più possibile semplice ed immediata (ma soprattutto intuitiva) sul display touchcreen da 7” del radiocomando “ST16” basato sull’applicazione Android. Basta scegliere i punti di volo desiderati, allineare la telecamera, impostare i dati di quota e… decollare! Per ogni waypoint settato si può scegliere un’azione da eseguire: se continuare a volare, stazionare in hovering, oppure iniziare a scattare foto o riprese video.

Le nuove funzioni e loro caratteristiche sono denominate:

  • Follow Me, Watch Me

Nella modalità Follow Me il drone si muove con il pilota. In Watch Me invece segue il pilota mentre la videocamera resta sempre orientata su di esso ovunque si muova.

  • Orbit Me

H920 Plus vola intorno al pilota in una traiettoria di volo circolare in cui la videocamera resta sempre orientata su chi lo sta pilotando.

  • POI – Point of Interest

Si seleziona un oggetto e il drone gli volerà intorno in volo automatico.

  • Journey

Il drone si allontana in automatico fino a circa 90 m, poi torna indietro ed esegue un perfetto selfie aereo.

  • Curve Cable Cam

Qui il Tornado H920 Plus si comporta come se scorresse su un cavo invisibile. Il drone volerà seguendo le coordinate impostate precedentemente e la videocamera di bordo resterà controllabile in modo totalmente indipendente.

  • RTH – Return to Home

In questa diffusissima modalità basterà attivarla e il Tornado H920 Plus tornerà indietro in volo automatico e atterrerà ad una distanza di circa 8 m dal pilota.

L’autonomia di volo del Tornado Plus è di circa 24 minuti, la portata operativa del radiocomando ST16,( il cui display da 7 pollici riproduce anche il video di ritorno a 720p), è di 1.6 km in versione CE )Europa). L’ H920 Plus viene fornito di serie con il gimbal camera CGO4, progettato dalla stretta collaborazione fra Yuneec e la Panasonic. (!)

A proposito: La videocamera CGO4 è caratterizzata da una lente a triplo zoom ottico, esegue foto da 16 megapixel, riprende video da 4K e si distingue per la sua alta qualità d’immagine senza distorsione. Per regolare l’obiettivo zoom è possibile spostare la regolazione zoom sullo schermo del radiocomando o spostare il regolatore K6 in una determinata posizione.

La cam è compatibile con gli obiettivi: Olympus M.Zuiko Digital ED 12mm F2.0, Olympus M.Zuiko Digital 45mm f1.8 e Olympus M.Zuiko Digital ED 14-42mm F3.5-5.6 EZ. Ovviamente sul Tornado H920 Plus possono essere montati tutti i gimbal-camera della famiglia CGO. A differenza del concorrente “Inspire 2”, lo Yuneec Tornado non usa uno smartphone, tablet o altra device da connettere ed installare sulla radio ma integra nel radiocomando – Ground Station ST16, (la stessa del Typhoon-H) – un bellissimo monitor da 7 pollici, 1280 x 720 pixel di risoluzione e che comprende pure delle alette parasole che si rivelano assolutamente utilissime facendo egregiamente il lavoro per cui sono state create.  

Lo schermo è posizionato esattamente nel centro del radiocomando, in questo modo gli sticks sono forzatamente distanti l’uno dall’altro e ad essere pigloli, anche piuttosto piccoli per non rendere troppo voluminoso e scomodo il radiocomando. Bisogna sicuramente farci l’abitudine, ma la ST16 si impugna senz’altro bene ed è anche piuttosto leggera, cosa che non guasta affatto.

Il “vecchio” Yuneec H 920 era venduto con la radioST24” disponente di 24 canali, ora la Yuneec ha deciso di passare alla “ST16” che di canali ne ha “solo” 16 anche se noi non ci immaginiamo a che diavolaccio avrebbero dovuto servire ben 24 canali visto che già i 16 attuali bastano e avanzano pure. Sempre misteri cinesi! I vari comandi della radio sono disposti in modo abbastanza intuitivo anche se troviamo un poco scomodo il raggiungimento del famoso pulsante rosso che comanda l’accensione e lo spegnimento dei rotori.

Tolto il drone dalla sua scatola protettiva si passerà al montaggio delle eliche; in proposito occorre far notare che rispetto al “vecchio” H920, per montarle ora non c’è più la necessità di una chiave: le eliche (in carbonio) si fissano dando, rigorosamente a mano, un quarto di giro finché si sentirà il “click” del meccanismo di blocco e si sfileranno premendo un tasto. Un sistema elegante, pratico e sicuro visto che con i cacciavite, per i meno esperti o disattenti, è sempre in agguato il rischio di spanare una vite, ovalizzare un foro o graffiare malamente eliche e braccetti.  

Dopo le eliche si passa ad installare la batteria di bordo e qui notiamo l’intelligenza ed onestà della Yuneec: questo drone non monta delle batterie dedicate, quindi compatibili solo su quel drone, costose e difficilissime da reperire fuori dalla casa costruttrice ma delle normalissime batterie LiPo 6S /4000 mAh da aeromodellismo generico LiPo 6S da 4000 che non sono nemmeno esasperate poichè bastano batterie 8C, notoriamente più leggere ed economiche delle varie 40, 50, 60C etc. Se ne possono montare due oppure tre in configurazione a parallelo, con due si risparmia peso e l’autonomia è 17-18 minuti reali, montandone tre si raggiungono circa 20-24 minuti a seconda di quanto verrà ad essere dinamico il volo. 

Il fissaggio dei pacchi batterie è anch’esso di derivazione modellistica: non sono presenti fermi o blocchi meccanici o magnetici, ma un semplice e robustissimo nastro di velcro che non tradisce mai. Prima del volo vero e proprio sarà bene (trattandosi di uno Yuneec!) controllare che il luogo di volo NON sia nella famosa o meglio famigerata “lista nera” delle No-Fly Zone di Yuneec: a differenza dei francesi di Parrot, che le NoFlyZone non le considera proprio e di DJI che le ha ma si possono quasi sempre escludere, quelle di Yuneec sono assolutamente inflessibili: voi nelle NoFlyZone non ci volate! “Noi di Yuneec non ci facciamo commuovere e lo facciamo per il vostro bene!” J

LA PROVA DI VOLO:

Nonostante le cospicue dimensioni ed il peso di questa macchina, noi di Genial Drone ci siamo trovati perfettamente a nostro agio.
Il drone di casa Yuneec è eccezionalmente agile per avere una massa di quasi cinque chili, (ci ha piacevolmente sorpresi) ed è anche molto stabile, specialmente nella gestione della quota: non si scompone e non ha incertezze di manovra, anche durante le virate strette coordinate o le spirali, che di solito sono in grado di mettere in crisi le centraline di tantissimi droni grandi o piccoli che siano.

Non è però sempre facilissimo capire l’orientamento del ndrone: l’unica luce presente e che aiuta il pilota nell’individuazione è quella posteriore, che è sicuramente molto visibile anche da lontano ma noi avremmo di gran lunga preferito avere le consuete luci di navigazione anche sui bracci dei rotori visto che se piloteremo con la prua verso di noi non è immediato e ne facile capire se il nostro insettone elettronico stia ruotando in senso orario o in quello antiorario. Il drone è comunque sempre pronto e reattivo in praticamente tutte le manovre, e contrariamente alla filosofia Yuneec e contrariamente agli altri modelli della casa cinese, non è per nulla lento sull’asse del’imbardata, cosa che invece è notabilissima nel resto della flotta Yuneec.

 

RIPRESE VIDEO:

Come abbiamo detto, il Tornado è una macchina per videoriprese PROFESSIONALI e comincia dove finisce il Typhoon-H, che è più piccolo e pratico (e costa pure un terzo in meno).  Il Tornado condivide con il fratello minore un po’ di tutto: dalla radio al software di volo, sino alla gestione delle rotte automatiche e si assomigliano parecchio anche come caratteristiche di volo e autonomia ma la differenza si fa assolutamente abissale sulla camera di bordo, che nel caso del Tornado H920 Plus si chiama “CG04” e nasce dalla collaborazione tra Yuneec e Panasonic.

Si tratta di una vera “mirrorless” compatta e con ottiche intercambiabili (è compatibile con gli obiettivi Olympus da 12 mm, Olympus da 45 mm Premium e zoom Olympus da 14–42 mm).  Già di serie è equipaggiata con uno zoom ottico 3x remotabile in volo attraverso il radiocomando e sempre in volo si possono controllare e variare i molteplici parametri come la risoluzione ISO e il tempo di esposizione. La videocamera realizza filmati in 4K e scatti a 16 megapixel senza distorsioni e può operare in modalità singola o “team”. In modalità singola il pilota controlla contemporaneamente sia la videocamera che il drone mentre In modalità “team” il pilota guida il drone e il cameraman si concentra solo sulle riprese, esattamente come è possibile fare con gli Inspire di DJI.

SICUREZZA: POSITIVITA’ MA ANCHE BIZZARRIE:

La sicurezza deve essere sempre la prima preoccupazione di un pilota di droni e quando si ha a che fare con una macchina complessa, pesante e pure parecchio veloce come il Tornado Plus, la cosa diventa ancora più necessaria. Da questo punto di vista l’H920 Plus a volte è ottimo, a volte è anche TROPPO ottimo e altre volte lascia invece parecchio a desiderare..   Per noi di Genial Drone ESAGERA con le “NoFlyZone”, oltretutto senza concedere al pilota la possibilità di decidere di ignorare il divieto, poiché molte volte è possibile ottenere delle autorizzazioni assolutamente in regola per volare anche in zone solitamente interdette. Il software di bordo impedisce il volo a meno di 8 Km dagli aeroporti mentre il regolamento Enac ne stabilisce l’interdizione solo per 5 e in tutta sicurezza oltretutto.

La limitazione, oltre a essere davvero fastidiosa, impedisce di fatto di eseguire dei lavori assolutamente legali come le operazioni specializzate e autorizzate da ENAC con tanto di “Notam”, dentro il perimetro dell’aeroporto o un volo indoor in un capannone all’interno di una NoFlyZone, o in caso di saloni aeronautici che si svolgono solitamente nelle zone aeroportuali. Tutti casi in cui il volo sarebbe perfettamente legale e legittimi e pure in completa sicurezza ma voi andate a spiegarlo al software Yuneec!!!! Purtroppo non c’è modo di barare, non serve la carta stagnola che poteva ingannare il Q500 e nemmeno serve a niente spegnere il GPS: se non c’è il segnale GPS il drone non si attiva!!!

E’ davvero frustrante!! Ebbene, questa immensa “cazzatona” crea seriamente grossi problemi ai professionisti che con questo pur ottimo drone saranno costretti a non poterlo usare in questo tipo di sorvoli. Il Tornado Plus lascia invece a desiderare la mancanza di sensori anticollisione. (!!!!!!) Sono previsti dal software, predisposto per accoglierli, ma ancora non sono assolutamente disponibili fisicamente e non sappiamo quando (e se) lo saranno mai!

Questa, per noi di Genial Drone è una GROSSA mancanza in una macchina professionale da 4.500 Euro! Pensate alla funzione “Follow Me”: seguire un soggetto alla cieca con cristone volante pesante 5 kg e lanciato a 40 all’ora non è quello che intendiamo noi per il termine SICUREZZA!
Almeno è ottimo il bloccaggio automatico delle eliche, che funziona in maniera semplice e sicura ed evita sia i problemi causati da un’eventuale elica stretta male, sia i danni come alesature o microfratture dovute a dadi o viti stretti troppo, stretti male o non stretti affatto. (!)

CONCLUSIONI:

Il Tornado Plus ci ha soddisfatti ottimamente: a meno di 4.500 euro è una delle macchine più convenienti e moderne per far volare una fotocamera professionale con ottiche intercambiabili. Il drone sarà dunque una ottima scelta per i fotografi professionisti ma occorrerà ricordare che questo drone serve praticamente solo per le riprese video: il software di gestione del volo automatico non è all’altezza delle necessità di chi fa aerofotogrammetria professionale, e al momento di questa recensione, la Yuneec non offre una camera multispettrale che possa fare impiegare il Tornado per operazioni di soccorso, industriali o agricole.

Non sopportiamo poi le limitazioni imposte dal software per NoFlyZone e (ben più grave!) la mancanza, al momento, di sensori anticollisione. In compenso in volo questo drone se la cava davvero molto bene anche se gli esacotteri hanno sicuramente meno autonomia rispetto ai quadricotteri, limitata nei casi migliori a circa 24 – 25 minuti con tre pacchi batteria LiPo. Ottima davvero la radio, in assoluto la migliore sul mercato e davvero perfetto l’autopilota.

DATI TECNICI DEL COSTRUTTORE:

Caratteristiche del prodotto

Durata del volo: 24 min

Dimensioni: 31.4×36.2×18.1in (797x920x461mm)

Dimensione diagonale senza le pale: 36.2 in(920mm)

Diametro elica/rotore principale: 17.3 in (440mm)

Peso con GB603, fotocamera GH4 e batteria: 176.4 oz (5000g)

Batteria: LiPo 6s

Caricatore

Caricabatteria Smart DC con bilanciamento per LiPo 6S 22,2V con alimentatore AC (fornito)

Trasmettitore

24 canali 2,4GHz con trasmettitore video 5,8GHz (fornito)

3 modalità di volo: Modalità di volo Smart, Angle e Home

Quota massima di volo (assoluta): 4000m (13124 ft)

Quota massima di volo (relativa): 1000m (3281 ft)

Massima velocità di rotazione: 100°/s

Massimo angolo di rollio: 35°

Massima velocità orizzontale: 21m/s, 47MPH, 75KPH (5kg, acceleratore)

Banda di frequenza del radiocomando: 2.4GHz

Temperatura di funzionamento: da -5°C a 80°C

P.S. Importante! Essendo sopra i 4 kg, per le operazioni specializzate è necessario l’attestato di pilota remoto L/Ap,  quindi non basta il più comune e diffuso VL/Ap ma se usato come aeromodello (e quindi solo per sport o divertimento) non c’è bisogno di nessun tipo di attestato.

COME SCEGLIERE UN DRONE

 

 

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