Zerotech Dobby

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Zerotech Dobby

Ormai il mercato dei droni da selfie, pur se partito come una fascia di “nicchia”, si sta ampliando inesorabilmente sempre di più e noi di Genial Drone siamo certi che questi piccolissimi droni avranno in futuro una espansione ancora maggiore, anche tralasciando lo scopo principale per cui vengono progettati e cioè lo scattare foto ed effettuare riprese video nella maniera più veloce e semplice possibile, il tutto con una macchina volante assolutamente “da tasca” poiché è veramente così, grazie ai braccetti e alle eliche ripiegabili: vi potrete portare letteralmente addosso questi piccoli gioiellini, sempre pronti ad essere utilizzati da voi o dagli amici nel tempo libero o in qualsiasi altra occasione che richieda foto o filmati assolutamente impensabili per qualunque fotografo umano pur se con una autonomia molto limitata.

Zerotech Dobby: cosa contiene la scatola nella quale è venduto.

L’imballo a noi ricorda quello di uno smartphone di generose dimensioni, anche perché proprio le dimensioni stesse del drone non si discostano moltissimo dagli smartphones, cosa ovviamente voluta.
La presentazione packaging è curatissima, in vero “Apple style” (!) e contiene tutti gli accessori che servono per metterlo in volo.
A parte il drone, il resto lo dovremo mettere noi poiché il nostro insettone meccanico è controllabile esclusivamente in Wi-Fi da smartphone/tablet e con sistema Android o iOS ma non è davvero un problema poiché tali sistemi operativi e devices li possediamo ormai tutti. Chi segue Genial Drone conoscerà anche benissimo la nostra avversione al pilotaggio da smartphone, avvezzi come siamo ai veri radiocomandi da modellismo anche a causa della nostra età ormai non più verdissima (sigh!) ma con questi droni non esiste purtroppo alternativa: prendere o lasciare anche se, onestamente, ammettiamo che sia scomodissimo avere un drone di dimensioni piccolissime come questi e portarsi poi appresso un radiocomando separato; lo smartphone invece è ormai parte integrante della nostra vita (purtroppo, ci aggiungerei io!)

All’interno della bella confezione troviamo:

  • Drone completo senza batteria, già montato, con bracci ed eliche ripiegati
  • Batteria “LiHV”, due celle, 970 mAh
  • Cavo USB “Type-C”
  • Adattatore “Type-C / MicroUSB”
  • Alimentatore per caricabatterie in standard “Qualcomm Quick Charge V3.0”
  • Manuale d’istruzioni (un pò obsoleto!)
  • Filtro “ND” da applicare alla camera per ridurre l’effetto “jello”

Il nostro Dobby è un vero “mostro” di alta tecnologia pur mantenendo dimensioni contenutissime. “Zerotech” è riuscita ad alloggiare in questo case molto solido, dal fascinoso color madreperla, una potenza di calcolo davvero altissima, sensoristica di tutto rispetto e soluzioni moto avanzate per un drone consumer come questo! Leggete un po’ qui sotto:

  • Microprocessore CPU “Snapdragon 801”
  • Microprocessore GPU “Adreno 330”
  • 16GB di storage
  • Eliche e bracci ripieghevoli, a scomparsa dentro al frame
  • Motori brushless “1104”
  • GPS “U-Blox M8N” con sistema “Glonass Dual Mode”
  • Camera inferiore “Optical flow” per posizionamento “ground” in mancanza di “3D Fix” dell’unità GPS
  • Sensore ad ultrasuoni (sonar) per la gestione dell’altezza “fino a tot metri”
  • Camera frontale “13Mpixel, Fov 75°” (comparto foto e video)
  • HotSpot per il controllo remoto Wi-Fi “2.4 e 5.8 Ghz”
  • Dimensioni in ordine di volo: 135×145×36.8 mm

E tutto questo in soli 199 grammi di peso; non male! La Zerotech si è concentrata moltissimo sull’hardware dunque, anche se molto più a discapito dei files multimediali, come vedremo in seguito. Comunque il Dobby è davvero piccolo e leggero.
Per questo motivo il Dobby può esser usato per svago senza troppi patemi poiché rimane sotto al limite dei 300 grammi imposto da “ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) ma anche al di sotto dei 250 grammi che impone l’omologo europeo “EASA”.
Negli States, che solitamente sono ancora più “permissivi”, questa categoria di peso non richiede nemmeno alcun tipo di registrazione, pure per gli impieghi professionali.

Dunque, come abbiamo già visto, per le sue minuscole dimensioni, tecnologia e tanto altro, il Dobby ha ben pochi rivali; è recensito a livello mondiale abbastanza generosamente per quanto riguarda i particolari tecnici e noi di Genial Drone vogliamo invece concentrarci maggiormente sul suo livello di essere “user friendly” e sulla qualità di foto e video. Andiamo a scoprirlo assieme…

Come è fatto:

Nella parte superiore del case troviamo il pulsante d’accensione, da un lato è presente invece il led di stato, che assume colorazioni differenti a seconda degli avvisi che il Dobby vorrà segnalare al suo pilota, anche se in piena luce diurna è ben poco visibile.
In concomitanza alla spia luminosa  è presente una necessaria griglia d’aerazione per la ventolina interna: l’elettronica è stata ben dissipata per ovvi motivi, la grande potenza di calcolo produce solitamente molto calore e questo dev’esser convogliato all’esterno del frame per permettere l’adeguato ricambio d’aria fresca, vitale ai componenti interni.
Nella parte inferiore del drone sono presenti la videcamera per l’optical flow, la griglia del sonar, una porta USB che ci permetterà di scaricare le foto e i video e infine l’alloggio della batteria in dotazione. I braccetti a scomparsa ci appaiono molto solidi, sarà ovviamente necessario estenderli fino alla posizione di blocco prima di effettuare il decollo, le (ripiegabili anch’esse) si estenderanno automaticamente non appena i rotori inizieranno a ruotare, sempre che nel fissarle siano state lasciate leggermente lasche. La videocamera di ripresa si può angolare manualmente in tre posizioni ma viste le sue piccolissime dimensioni, per farlo si è quasi costretti ad appoggiare le dita sull’obiettivo, lasciandovi indesiderate impronte; meglio angolarla con un bastoncino di cotone dunque.

La batteria:

Per ricaricare la batteria bastano una trentina di minuti poiché il caricabatteria in dotazione è compatibile con lo standard “Qualcomm Quick Charge 3.0”, sistema già adottato da tempo su molti smartphone e tablet.
Se connettiamo il caricabatterie ad una porta USB non supportante questo standard il led di stato si illuminerà di rosso (carica lenta), su porte USB in standard “Qualcomm” il led sarà giallo (carica veloce), ed a fine processo di carica diventerà verde.
È proficuamente possibile controllare lo stato di carica della batteria premendo il pulsantino su di essa: quattro led indicheranno la capacità residua. Ottimo! Purtroppo a tale accuratezza di costruzione non corrisponde anche una buona autonomia di volo perché i “10 minuti” di volo promessi ve li potete scordare: in giornate un po’ fredde arriverete al massimo a 6 minuti di volo per cui, come al solito, procuratevi altre batterie extra!

La “APP” di gestione e controllo:

L’applicazione, denominata“Do Fun” noi l’abbiamo trovata abbastanza intuitiva ma quel che più conta è che è spesso aggiornata da direttamente dalla Zerotech, cosa sicuramente positiva poiché ci conferma il continuo sviluppo del prodotto o comunque una ferrea volontà per risolvere eventuali criticità, ove se ne riscontreranno.
In concomitanza a questi aggiornamenti solitamente viene aggiornato anche il firmware del Dobby e in maniera completamente automatica: basterà cliccare sull’avviso che apparirà sullo schermo; alla fine del processo il drone si spegnerà automaticamente e sarà necessario riaccenderlo.
Tramite l’app si potranno scegliere tre modalità di pilotaggio, con sticks virtuali “a scorrimento”, a “taps” cioè colpetti (molto comoda nell’uso indoor), oppure inclinando il vostro smartphone/tablet e noi consigliamo quest’ultima. Il Dobby può esser pilotato in modalità “headless”, quindi con la prua virtuale (variabile via software), verso la videocamera oppure verso il pilota, quest’ultima modalità molto comoda per i selfie.
Prima di decollare sarà necessario calibrare la bussola digitale e l’applicazione guida facilmente l’utilizzatore in questo processo che è poi molto semplice.
Una volta pronti, possiamo scegliere se decollare dal palmo della mano oppure lasciando il nostro Dobby appoggiato su una superficie piana.

Una cosa davvero fantastica è che il Dobby può decollare anche tramite semplice comando vocale!
Il decollo dalla mano è comunque una delle caratteristiche più divertenti, basterà infatti cliccare sull’opzione “Palm Takeoff” e non appena le eliche avranno raggiunto il regime di giri prestabilito, per mantenerlo in hovering basterà abbassare la mano, il nostro Dobby manterrà stabilmente quella posizione senza incertezze. Viceversa, nell’atterraggio sempre sul palmo della mano, basterà seguire il drone durante la fase.

ATTENZIONE: PRUDENZA!!!!!!! Durante queste procedure tenete ben steso il palmo della mano con le dita ben serrate, come a formare un piano perfetto; il drone non è in grado di comprendere se le nostre dita sono o non sono nel raggio delle pale che, se pur piccole vi assicuriamo che possono far MOLTO male, non da staccarvi qualche dito ma sicuramente vi possono ferire seriamente!
Per questo motivo noi sconsigliamo sempre le opzioni “Palm” ai piloti neofiti. E’ infatti risaputo che le eliche dei droni sono forse la prima causa di ferimenti, quindi non scherzateci troppo: state sempre lontani dalle eliche!!!

Come vola:

Il primo volo l’abbiamo effettuato all’aperto, pilotando in “VLOS” (cioè guardando costantemente il drone), in spazio aperto, senza ostacoli nel raggio di 100 metri ed in assenza di vento sostenuto e pioggia (la stragrande maggioranza dei droni non è impermeabile!).
“Dobby” appare docilissimo in tutti i movimenti e perfettamente stabile in aria; il GPS integrato aggancia in media 16 satelliti ed il barometro, unito al sistema di controllo inerziale per la gestione dell’altezza, lavora in maniera assolutamente impeccabile.
La funzionalità automatica di “return to home” (ritorno al punto di decollo) aiuta poi tantissimo i piloti neofiti, sia in caso d’allontanamento eccessivo dall’apparato che lo comanda sia quando il drone avverte che la batteria si sta pericolosamente scaricando. l pilota può sempre comunque decidere di forzare il “return to home” in qualsiasi momento lo desideri, cliccando sull’opzione apposita.

I video:

Dall’applicazione è possibile scegliere alcuni parametri relativi all’esposizione, risoluzione etc., impostazioni classiche presenti anche sugli smartphone di ultima generazione.
Nulla da dire sul comparto fotografico, le foto sono buone e i limiti sono quelli d’una normale fotocamera 13 Megapixel da smartphone di produzione cinese di fascia media. Il risultato è quindi più che soddisfacente considerando le piccolissime dimensioni del sensore ottico. Il comparto video invece non ci ha soddisfatti minimamente.. Non tanto per colpa della tecnologia del Dobby ma poiché le scarse prestazioni sono in realtà causate dalle vibrazioni. Ma andiamo per ordine.

E’ presente la stabilizzazione digitale dei filmati che è attivabile a scelta e il procedimento in real time è stato ben progettato ma nel nostro caso NON basta e vi assicuriamo che sarebbe bastato pochissimo per fare del Dobby un dronino da selfie quasi perfetto. Parlando più approfonditamente, la nota dolente è tangibile nei filmati e la notano anche occhi “non professionali” cioè parliamo del disturbo che le vibrazioni causano alla qualità dei video acquisito, il famoso “effetto jello”, cioè una sorta d’ondulazione fastidiosa dell’immagine ripresa. I sensori CMOS sono infatti parecchio sensibili alle vibrazione e sul Dobby di vibrazioni ce ne sono parecchie, generate in larga parte proprio dalle sue eliche lasciate troppo lasche sui loro supporti e quindi foriere di vibrazioni. Per ridurre abbastanza il fenomeno noi di Genial Drone vi suggeriamo di serrare meglio pala per pala e farlo in maniera maniacale! In pratica dovreste serrare le viti delle pale fino a che incontrerete abbastanza resistenza, poi tenere il Dobby in posizione verticale, e svitare delicatamente una pala finchè la forza di gravità la farà “cadere” verso il basso. Questo sarà più o meno il punto esatto che lascerà libere le eliche al ripiegamento ma al contempo le lascerà abbastanza strette così da ridurre il loro sbatacchiamento e le conseguenti vibrazioni.

Il fenomeno un po’ si riduce ma ovviamente non del tutto. A tal proposito gioverà moltissimo applicare all cam un FILTRO ND (facilmente reperibile sul web) che aiuterà anch’esso a ridurre l’effetto “jello”. Purtroppo il problemino del Dobby è proprio qui.. Un sensore fotografico, anche il più sofisticato al mondo lavora proprio male se appoggiato su una mietitrebbiatrice e anche un sistema di stabilizzazione digitale non può fare miracoli più di tanto. Sul Dobby purtroppo non è presente nessun sistema di ammortizzazione della videocamera o del suo sensore come invece avviene sul Parrot BeBop dove i rotori e le loro vibrazioni sono state efficacemente isolate su gomma proprio per evitare l’effetto “Jello”. Anche sul Dobby sarebbe bastato isolare almeno il sensore CMOS che invece è purtroppo ben fissato al frame e si becca perciò un sacco di vibrazioni! Qui sale ancora una volta la nostra rabbia e si fa incontenibile!!!!   PERCHE’, ci chiediamo, alla Zerotech non hanno isolato anche in maniera semplice ed economica almeno il sensore??? E’ un vero peccato per un drone da selfie che invece sarebbe stato praticamente perfetto! Grrrrrrrrr!!!!! @!*!

Non ci resta dunque che sperare che la Zerotech prima o poi metta mano nuovamente al Dobby e ne curi maggiormente la parte che genera vibrazioni su questo bellissimo drone che oltretutto vola magnificamente pure in presenza di venti leggeri.

Conclusioni:

Il Dobby è un sofisticatissimo minidrone per selfie, praticamente perfetto nella quasi totalità delle caratteristiche ed avionica, scatta delle buone foto e l’unica pecca sono i video dal marcato effetto “jello” causato dalle vibrazioni. Se comunque lo comprereste più per le foto che per i video, beh noi lo consigliamo senz’altro perché vola alla grande e ha dimensioni talmente ridotte che lo potrete portare con voi ovunque!


PRO:

  • decolla ed atterra sul palmo della mano
  • vola indoor e outdoor mantenendo quota e posizione geografica
  • scatta foto ad una risoluzione “4208 x 3120”, 13 MegaPixels
  • registra filmati “stabilizzati” in formato “Full HD 1080P” (peccato per il jello!!)
  • riconosce volti (face tracking)
  • vola tenendo inquadrato un “target”, ad esempio una persona
  • può eseguire funzioni con comandi vocali, ad esempio il decollo
  • sullo storage interno produce un log con i dati di volo (una sorta di “scatola nera”)
  • il link Wi-Fi permette il pilotaggio fino ad un range accettabile
  • le foto scattate si possono sincronizzare in automatico sullo smartphone/tablet
  • il tempo di ricarica della batteria è ottimo, raffrontato ad altri prodotti similari
  • notevole supporto nelle community sui social
  • al momento è il “selfie drone” per antonomasia, il primo nel suo genere

CONT:

  • l’autonomia della batteria: con la stabilizzazione dell’immagine attiva e nelle giornate molto fredde non supera i 6 minuti di volo
  • il sensore ottico CMOS produce video con eccessivo effetto “jello” a causa delle vibrazioni delle eliche
  • istruzioni ed app non in italiano
  • la camera è orientabile solo manualmente

COME SCEGLIERE UN DRONE

 

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